ARTICOLO – Trofeo Iavazzo: Il Cuore del Sud e i Pedali del Nord
ARTICOLO – Fonte: Tempestin Edi. Grazie!
Una passione che parte da lontano: intervista ad Amedeo Iavazzo
Domenica 31 maggio le strade di Pederobba torneranno a vibrare sotto le ruote dei migliori atleti del Nord Italia. Siamo solo alla seconda edizione del Trofeo Ortofrutta Iavazzo, ma l’energia messa in campo promette un evento di caratura superiore. Abbiamo incontrato Amedeo, anima del progetto insieme al papà Vincenzo, mamma Raffaella, il fratello Giuseppe con la sorella Maria.
Amedeo, raccontaci: da dove nasce questa spinta irrefrenabile verso il ciclismo e l’organizzazione?
“La nostra storia inizia a Napoli, ma è nel 1995 che il Veneto è diventato la nostra casa. Nel 2004 abbiamo aperto il negozio a Pederobba, ma la bicicletta è sempre stata il mio ‘primo amore’ sin da bambino. A trent’anni ho ripreso a pedalare per tenermi in forma e il destino ha fatto il resto: tra un cliente e l’altro ho conosciuto Luciano Contò, presidente del Team Castagnole. Gli ho chiesto: ‘Mi aiuti a organizzare una gara?’. Non si è tirato indietro. Nel 2025 abbiamo rotto il ghiaccio; oggi, con il supporto tecnico di Alessandro Bianchin, siamo pronti per un’edizione 2026 da record.”
In questa edizione compare un nome di peso: Roberto Vecchiato. Cosa rappresenta per te?
“Per noi Roberto è ‘Il Maestro’. Inserire la nostra prova nel Torneo delle Province è stato un passo decisivo e lui, che organizza il celebre Campionato d’Inverno, ci ha guidati con la sua esperienza. Mi ha insegnato un segreto fondamentale: con le persone giuste al fianco, nessun traguardo è precluso. Stiamo curando ogni dettaglio per offrire uno spettacolo d’alto livello: premi importanti per i primi dieci di ogni categoria e traguardi volanti che accenderanno la corsa. Ma c’è di più: quest’anno il Trofeo Iavazzo metterà in palio i titoli provinciali Treviso di prima serie. Sarà una battaglia vera.”
Cosa dobbiamo aspettarci dal tracciato?
“Abbiamo disegnato un percorso vallonato, tecnico e dinamico, capace di fare selezione naturale, vincerà chi ha gambe, cuore e visione tattica. La location è stata scelta per restare impressa nella memoria di chi corre e di chi guarda; vogliamo che ogni atleta torni a casa sentendosi parte di qualcosa di grande.”
Lavoro, organizzazione, famiglia… dove trovi la forza per far girare tutti questi ingranaggi?
“Non sono solo. La vera marcia in più è la mia compagna Federica, che mi supporta in ogni follia organizzativa. E poi c’è Arianna, la nostra ‘voce’ digitale: è lei che cura i canali social su Facebook e Instagram, portando la corsa nelle case degli appassionati. È un gioco di squadra, proprio come in una volata del Giro d’Italia”
Edi Tempestin

