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06-09-2026 ACSI – Strada “32° G.P. Bikes Benato” a Carbonara di Rovolon (PD)

CLASSIFICA – Fonte: Acsi Ciclismo Padova. Grazie!
FOTO e ARTICOLO – Fonte: Bortolato Danilo – Tempestin Edi. Grazie!

“32° G.P. Bikes Benato – Arredamenti Zattarin – 1° Gran Premio Risto Zap” gara valida come “Finale del Torneo delle Province di 1ª Serie” e “Campionato Provinciale ACSI Padova 1ª Serie”.

A Carbonara di Rovolon l’ultimo atto del Torneo delle Province Venete

Domenica 6 settembre, sulle strade di Carbonara di Rovolon, è andato in scena l’ultimo atto del Torneo delle Province Venete, una prova che ha saputo unire agonismo, spettacolo e quella passione genuina che da sempre anima il ciclismo amatoriale. L’organizzazione della giornata è stata affidata al Team Benato Bikes, guidato dallo storico presidente Giancarlo Benato, ex atleta agonista con una carriera di tutto rispetto alle spalle. Una presenza che rappresenta da anni una garanzia per il movimento e che ha contribuito a dare vita a una manifestazione all’altezza dell’importanza dell’appuntamento. La gara era valida anche per il Campionato Provinciale di Padova, con il Comitato Provinciale impegnato al fianco degli organizzatori per rendere speciale questa giornata di ciclismo. A scandire i momenti della competizione, come sempre con precisione e professionalità, lo speaker Guido Barbato, impeccabile anche nelle interviste al termine delle gare. A fare da palcoscenico alla sfida sono state le strade dei Colli Euganei, con un percorso esigente e selettivo che ha iniziato a fare la differenza fin dalle prime battute. Salite, discese e continui cambi di ritmo hanno regalato spettacolo, trasformando la gara in una vera battaglia su ogni metro. Ma dietro lo spettacolo dei corridori c’è stato soprattutto il lavoro silenzioso di chi ha permesso che tutto si svolgesse nel migliore dei modi. I trenta volontari dislocati lungo il percorso e le moto staffette del Gruppo Scorta Tecnica Domenico hanno accompagnato il gruppo per tutta la gara, diventando veri e propri angeli custodi dei corridori. Perché in una giornata di ciclismo non vincono soltanto quelli che tagliano per primi il traguardo: vincono anche la passione, il lavoro di squadra e tutte quelle persone che, lontano dai riflettori, rendono possibile lo spettacolo.

L’eterno Agostini frantuma ogni record

Tra GB e SG A la domanda che aleggia nell’aria è una sola: riusciranno gli avversari a isolare il campione Gianmarco Agostini e a impedirgli di giocarsi la gara a modo suo? La risposta arriva pedalata dopo pedalata. A metà gara sono una ventina i corridori che riescono ad avvantaggiarsi e il gruppo inizia a perdere pezzi. Il ritmo è alto, gli scatti si susseguono e sui Colli Euganei ogni strappo può diventare decisivo. Al penultimo giro la gara esplode. È battaglia vera, nessuno vuole concedere spazio e ogni tentativo viene immediatamente seguito. Poi arriva il momento della verità: suona la campana. Ed è proprio allora che Gianmarco Agostini cambia marcia. Mette le ali. Il campione allunga, prende qualche metro e sembra quasi scattare via dalla strada. Dietro, però, non hanno nessuna intenzione di mollare. Il gruppetto procede a scatti, si ricompatta e riparte, con tutti consapevoli che per battere Agostini servirà qualcosa di straordinario. Nel finale, sulla discesa, arrivano Pasqual e Barosi, che riescono a rientrare sui primi. Ma ormai il destino della gara sembra segnato. Quando arriva lo sprint, non c’è storia. Gianmarco Agostini vince la classifica assoluta e si prende il successo tra i GB, mettendo ancora una volta la propria firma su una gara dominata con una dimostrazione di forza impressionante. Alle sue spalle Pasqual, protagonista quest’anno di una lunga serie di piazzamenti, e Barosi. Nel gruppetto degli inseguitori è invece Tiziano Benedetti a piazzare la zampata vincente allo sprint, conquistando il successo tra gli SG A, davanti a Boiago e al crossista Libralato. Che motore, Agostini! Ma più ancora del risultato, resta negli occhi la sua azione nel finale. Vederlo andare da solo, con cento metri di vantaggio sul gruppo, è stato uno di quei momenti che riconciliano con la bellezza del ciclismo. Una pedalata dopo l’altra, senza esitazioni, con la forza di chi sa esattamente quanto può dare e decide di dare tutto. Oggi ho avuto la fortuna di assistere a questa grande dimostrazione di forza insieme a Roberto Vecchiato, che mi faceva da autista. Abbiamo visto da vicino un corridore capace di esprimere non soltanto una condizione atletica straordinaria, ma anche forza, coraggio e lealtà sportiva. Di fronte a prestazioni così, le parole quasi non servono. Si può solo guardare, applaudire e imparare.

Elisa Vanzetto, che sgomitata nel finale!

Eravamo abituati, negli ultimi anni, a vedere le ragazze correre un po’ più coperte, gestire la gara nel gruppo e aspettare il finale per giocarsi la volata nelle retrovie. Ma qualcosa è cambiato. A Carbonara di Rovolon le ragazze hanno deciso di prendersi la scena fin dalle battute decisive della gara. Nel finale sono lì davanti, gomito a gomito con gli uomini, a sgomitare — metaforicamente e non solo — per conquistare ogni posizione e arrivare fino in fondo nel gruppetto che conta. E quando arriva il momento della verità, è Elisa Vanzetto a piazzare la zampata vincente. Una volata combattuta, intensa, che premia la sua determinazione e le regala il successo davanti a Laura Rizzi, mentre il terzo posto va a Ilaria Prevedello. Tra le Donne B è invece la velocista e leader del torneo Lisa Rudella a confermare la propria leadership con un’altra vittoria. Alle sue spalle Carpentieri e Colpo. Insomma, anche il ciclismo femminile sta cambiando pelle: non più soltanto attendere il finale, ma stare davanti, prendere vento, rischiare e giocarsi la gara fino all’ultimo metro. E poi arrivano le premiazioni. Guardando le foto del podio, per un attimo viene quasi il dubbio di aver sbagliato manifestazione: più che una gara ciclistica, sembra di essere finiti sul palco di un concorso di bellezza! Tra sorrisi, eleganza e atlete in splendida forma, diventa davvero difficile sapere dove guardare. Ma una cosa è certa: anche questa volta, le ragazze hanno dimostrato che la bellezza può stare sul podio, ma la vittoria bisogna pedalarsela tutta.

Canovi beffa Milan: un finale da brividi tra i SG B-C

Uno sprint lanciato lunghissimo dal Team 2 Torri, una volata tirata fino all’ultimo metro e un finale da brividi. Ma alla fine, a mettere tutti d’accordo, è il Team Stocchetti. Tra gli SG B-C non è arrivata la selezione che ci si aspettava. Il gruppo è rimasto compatto e così, quando si è capito che tutto si sarebbe deciso allo sprint, è iniziata la vera battaglia: conquistare le prime cinque posizioni per affrontare l’ultima strettoia davanti a tutti. Ed è stata una volata d’altri tempi. Posizioni da difendere, ruote da scegliere, accelerazioni e spallate, con tutti consapevoli che in quella strettoia si sarebbe deciso il risultato. A spuntarla è stato Canovi, capace di beffare Milan proprio sul filo di lana. Una volata che mi è piaciuta particolarmente non soltanto per l’intensità, ma soprattutto perché è stata combattuta senza scorrettezze. Tutti a giocarsi la vittoria, tutti a dare il massimo, ma nel rispetto dell’avversario. Bravi ragazzi: questo è lo sport che piace alla gente vera, quella che ama il ciclismo e sa apprezzare una battaglia leale fino all’ultimo centimetro. Tra gli SG C, invece, è Ometto a conquistare la vittoria davanti a Benetton. E anche questa volta la strada ha dato il suo verdetto: prima di tutto la sfida, poi il risultato, ma sempre nel rispetto di chi pedala al tuo fianco.

Tra i giovani si vola a 45 km/h di media: una discesa folle spacca il gruppo

Se qualcuno pensava che tra i giovani ci sarebbe stata una gara attendista, ha dovuto ricredersi dopo pochi chilometri. La salita quasi non l’hanno nemmeno vista. Il primo giro si chiude a una media impressionante di 45,5 km/h, con il gruppo lanciato a velocità da capogiro. Poi, a un certo punto, arriva l’accelerazione che fa saltare il banco: in quindici se ne vanno di forza e la corsa si spezza. La frattura diventa ancora più evidente dopo la salita. Nel falsopiano è Griggion a fare malissimo agli avversari, imprimendo un ritmo forsennato alla fuga. Una dimostrazione di forza che, però, presenterà il conto nel finale: i crampi lo costringeranno ad alzare bandiera bianca proprio quando la gara entra nel momento decisivo. E davanti, intanto, nessuno vuole regalare niente. Nel finale è Serafin a tentare il colpo di sorpresa. A circa 700 metri dal traguardo lancia uno sprint lunghissimo, forse nel tentativo di anticipare tutti e sorprendere il gruppo. Ma è proprio qui che entra in scena Andrea Mantovani. Mantovani aspetta il momento giusto, poi cambia ritmo e salta Serafin nel finale, andando a conquistare una splendida vittoria assoluta e il successo nella categoria Senior A. Alle sue spalle si completano le altre vittorie di categoria: Pozza si impone tra gli Junior, Bonato tra i Senior B e Maccagnan tra i Veterani A. Lucchetta, una rimonta da applaudire Ma tra le tante immagini di questa gara velocissima, ce n’è una che merita una menzione particolare. È quella di Nicola Lucchetta. Nell’ultimo giro perde qualche metro in salita. Sembra che la gara gli sia sfuggita, ma invece di arrendersi si rialza sui pedali e comincia una rincorsa tutta cuore. In punta di sella, metro dopo metro, Lucchetta si riporta sotto e riesce a rientrare proprio nell’ultimo chilometro. E non si accontenta nemmeno di essere rientrato. Trova ancora il coraggio di provarci. Forse non è arrivata la vittoria, ma quella è una scena che vale quanto un risultato: grinta, determinazione e la voglia di non arrendersi mai fino alla linea d’arrivo. Una sfida da applaudire, perché nel ciclismo ci sono vittorie che finiscono sull’ordine d’arrivo e altre che rimangono negli occhi di chi le ha viste.

Lo spettacolo sono Federico Colonna e Andrea Sanvido

Tra Veterani B e Gentleman A non c’è davvero rispetto… agonistico, naturalmente! Il video dell’arrivo racconta meglio di qualsiasi parola quello che è successo sulle strade di Rovolon: un gruppo di una quarantina di atleti si è letteralmente spalmato lungo quattro minuti di gara. Un distacco enorme, che fotografa alla perfezione la durezza del percorso e la selezione che si è consumata giro dopo giro. La battaglia era iniziata già a metà gara, quando davanti hanno iniziato a fare sul serio. A fare la differenza è stato ancora una volta Federico Colonna, forte anche della vittoria conquistata il giorno precedente. L’ex professionista, protagonista negli anni d’oro del Team Mapei, quando il grande ciclismo italiano ci regalava emozioni e soddisfazioni, ha dimostrato di avere ancora un motore di primissimo livello. In salita e in discesa Colonna ha fatto la differenza. Dove gli altri cercavano di difendersi, lui rilanciava. Dove il percorso diventava più difficile, riusciva a guadagnare ancora qualche metro. Dietro, gli altri erano costretti a inseguire e soprattutto a difendersi da un ritmo che non lasciava spazio a recuperi. Il risultato è una gara che ha regalato spettacolo fino all’arrivo. Colonna conquista il primo posto tra i Gentleman A, mentre Andrea Sanvido si prende la vittoria tra i Veterani B. Dietro di loro, il vuoto. Gli altri arrivano a minuti di distanza, uno dopo l’altro, in un lungo serpentone che sembra non finire mai. E allora bisogna davvero guardarlo quel video dell’arrivo, perché racconta più di mille cronache: racconta la selezione, la fatica e la durezza di un percorso che non ha fatto sconti a nessuno. Questa ultima prova del Torneo delle Province Venete ha lasciato soddisfatti anche gli spettatori: una gara vera, combattuta e capace di creare distacchi importanti. Colonna e Sanvido davanti, tutti gli altri a inseguire. E quando un arrivo riesce a raccontare una gara ancora prima che lo faccia il cronista, significa che lo spettacolo, questa volta, è stato davvero grande.

Il gran finale del Torneo delle Province

E così il Torneo delle Province – Prima Serie termina nel migliore dei modi, con una giornata che ha regalato spettacolo, battaglie, volate, fughe e soprattutto tanto, tantissimo ciclismo. A Carbonara di Rovolon abbiamo visto atleti dare tutto fino all’ultimo metro, su un percorso che ha saputo fare selezione e trasformare ogni gara in una sfida vera. Che spettacolo, ragazzi! Un grande applauso ai vincitori, a tutti gli atleti che hanno combattuto fino al traguardo, agli organizzatori, ai volontari, alle staffette e a tutte le persone che hanno reso possibile questa splendida giornata. Il Torneo delle Province si chiude così, con il sorriso e con la certezza che il ciclismo, quando è passione, fatica, rispetto e sana competizione, sa ancora regalare emozioni vere.

Edi Tempestin

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